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LINFODRENAGGIO
L’obiettivo di questo
massaggio, leggero e fatto soprattutto di sfioramenti, è quello di
sollecitare il movimento della linfa nelle gambe e nel resto del corpo,
seguendo le vie della circolazione linfatica. Molto usato in estetica
per migliorare i sintomi della cellulite, viene consigliato anche a chi
ha problemi più seri di edemi e gonfiori, specialmente quelli
conseguenti a un intervento chirurgico. Oltre a quello sanguigno, nel
nostro corpo è presente anche un circolo linfatico. Mentre il primo
porta sangue e sostanze nutritive ai tessuti, la rete Iinfatica ha il
compito di drenare le sostanze di rifiuto. Se questo sistema non è
efficiente perché bloccato, ostruito o interrotto, si ha un aumento dei
liquidi nei tessuti e la formazione di edemi. Le zone interessate si
gonfiano e si appesantiscono con conseguenti disturbi della
circolazione, aumento di peso e ritenzione idrica. I linfoedemi primari
sono di origine congenita o comunque dovuti a una predisposizione
genetica; infezioni, traumi, alcune malattie o terapie possono invece
dare origine a Iinfoedemi secondari. Il linfodrenaggio è controindicato
in caso di infezioni in fase acuta, trombosi recenti, cardiopatie,
problemi alla tiroide.
I BENEFICI L’obiettivo
del massaggio, che non deve mai provocare dolore, è quello dl aiutare
l’eliminazione del liquido e di rilassare le fibre muscolari. L’effetto
è un miglioramento della microcircolazione con la liberazione dei
tessuti dai liquidi in eccesso, una migliore ossigenazione cellulare e
un’accelerazione dei processi di filtrazione e assorbimento a livello
capillare sanguigno. li miglioramento del microcircolo dà benefici
visibili in caso di cellulite, mentre l’azione antalgica e rilassante,
per effetto dei movimenti lenti e ritmati del massaggio, dona tin
effetto sedativo e per questo sono utili anche in caso di stress e
affaticamento. Agisce anche sul sistema immunitario, con un aumento
della resistenza contro le infezioni. In caso di cellulite, i primi
effetti visibili si possono riscontrare con due-tre massaggi alla
settimana, per almeno un paio di mesi.
LA SEDUTA I movimenti,
effettuati sulla pelle nuda, sono delicati, lenti e vengono ripetuti
più volte, partendo dalla caviglia e risaIendo fino all’inguine. Non si
usano olio creme, perché è indispensabile una buona aderenza della
mano del massaggiatore alla zona da manipolare, per spingere il liquido
dal punto dove si è accumulato fino ai reni, lungo i canali linfatici. È
importante che sulla parte trattata non compaia alcun arrossamento.
Ogni seduta dura circa mezz’ora (e mai più di un’ora) e si possono
praticare uno o più cicli di dieci sedute. I tempi di trattamento sono
variabili e dipendono dalla diffusione e dall’entità dell’edema, oltre
che dalla reazione del paziente. |